
Oltre trecento opere ammesse, arrivate da ogni angolo d’Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia, a testimonianza di un prestigio costruito nel tempo e capace di attraversare confini geografici e generazioni: la XXXVII edizione del Premio letterario e poetico Città di San Bonifacio si è concluso con le premiazioni del 13 dicembre 2025 e già si pensa al prossimo.
Dopo un’attenta e rigorosa selezione, sono approdate in finale quindici opere per la sezione Poesia “Simone Lorici”, dieci per la Poesia in Dialetto Veneto e diciannove per la sezione Narrativa/Racconti.
Promosso e curato dal Cenacolo Letterario e Poetico di San Bonifacio, il Premio si fonda su un articolato e trasparente lavoro di valutazione che coinvolge ventisei giurati. Da un lato, la Giuria interna del Cenacolo, che seleziona i finalisti in assoluta segretezza, senza conoscere i nomi degli autori; dall’altro, la Giuria esterna, composta da autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell’informazione, della scuola e della società civile, chiamata a valutare e votare le opere finaliste per decretarne le vincitrici.
I testi finalisti, premiati, segnalati e insigniti di menzioni, sono confluiti in una pubblicazione elegante e curata, presentata ufficialmente durante la cerimonia di premiazione. La copertina nera, raffinata ed essenziale, mette in risalto il Pegaso alato, simbolo del Premio: una visione luminosa e potente, nata dall’estro del pittore Giorgio Scarato e della scultrice Marina Bertagnin, che richiama l’idea della poesia come slancio e libertà dello spirito.
Nel corso della presentazione, il Presidente del Cenacolo, Andrea Zanuso, ha offerto una lettura statistica capace di far riflettere sull’identità degli autori contemporanei. Nella sezione Narrativa/Racconti, l’80% dei partecipanti è costituito da uomini sopra i cinquant’anni (nati tra il 1942 e il 2000). La sezione Poesia mostra invece un equilibrio quasi perfetto tra uomini e donne, con un’età media intorno ai cinquant’anni (dal 1936 al 2006). Nella Poesia in Dialetto Veneto, oltre il 70% degli autori è maschile, con un’età media di sessant’anni (nati tra il 1941 e il 1995).
Sono dati che raccontano storie, sensibilità e percorsi diversi.
Chiari e rigorosi i criteri di selezione, che riporto qui come orientamento per chi desidera partecipare alle prossime edizioni.
Per la poesia, si valutano la profondità e l’originalità del pensiero, la musicalità del verso attraverso rime, assonanze e allitterazioni, la capacità di toccare il sentire emotivo, l’uso consapevole del linguaggio retorico e la forza evocativa delle immagini.
Per la prosa, l’attenzione è rivolta alla coerenza interna del testo, alla compattezza narrativa, all’uso corretto della punteggiatura, alla precisione sintattica e grammaticale, alla fluidità del racconto e all’originalità della voce autoriale.
Durante la cerimonia del 13 dicembre, allietata dall’arpa di Virginia Salvatore, sono state ricordate le figure prestigiose di Simone Lorici e del prof. Luigi Longo; il premio Pegaso alato del Cenacolo è stato conferito alla scrittrice Veronica Santoro.
Chi è interessato a partecipare al Concorso e alle attività culturali del Cenacolo – di cui è segretaria la professoressa Daniela Fornaro – consulti il sito ufficiale cenacolosabonifacio.it, un portale aperto sull’universo della parola ascoltata, scritta e celebrata.
