La mostra fotografica di Daylene Rodríguez Moreno è stata esposta solo due ore, il tempo di ascoltare il racconto dell’artista e ammirare le opere esclusivamente in bianco e nero, da guardare con l’attenzione, il riguardo e il silenzio suscitati dalle immagini. Immagini che sussurrano e non invadono lo spazio visivo. Nulla di provocante, sfacciatamente colorato per impigliare l’interesse di chi guarda, ma riflessione, cura dei dettagli, impressioni su varia umanità, tra cui anziani e donne di ogni età, dalla giovane ballerina alla donna dalla pelle avvizzita, così, al naturale e nel quotidiano. Perché il tempo è inciso sulla pelle delle persone e delle cose. La ricerca delle proprie origini spagnole (Rodriguez vive a Cuba, le sue opere sono state esposte nelle Americhe, in Asia, in Europa), è documentata nel ritratto dei ruderi della casa degli avi: la sua arte si nutre dell’energia ancestrale femminile. Nelle fotografie in bianco e nero di Daylene Rodríguez Moreno, il silenzio parla. Cuba non è solo lo sfondo delle immagini: è un corpo vivo, segnato dal tempo, abitato da donne che incarnano memoria, resistenza e identità.
Le case sono il cerchio fatale che contiene luci-ombre, storie, intimità racchiuse nelle crepe, nei sentimenti, nell’agire di chi le abita. Senza nostalgie o romanticismi, ma un realismo di bellezza intrinseca alle persone, agli oggetti, ai paesaggi nel loro essere spontaneo. C’è una ricerca della verità nei dettagli: uno sguardo, una porta semiaperta, la luce che filtra da una finestra; ogni scatto invita a soffermarsi, a guardare con introspezione. Daylene Rodríguez Moreno trasforma l’intimo in universale e il quotidiano diventa poetico. In un mondo roboante di immagini, la sua scelta del bianco e nero è un gesto di sottrazione che amplifica il significato ed esalta l’essenza.
La mostra è durata soltanto due ore, ed è avvenuta in un luogo inaspettato: lo studio notarile di Maria Teresa Battista, a Verona. Uno spazio normalmente dedicato alla formalità, alla parola scritta, si è trasformato per un momento in uno spazio di ascolto e visione. È stato un tempo breve, intenso, indimenticabile. Less is more!

Scritto da:

Claudia Farina

Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medioevali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Collabora con VeraClasse-Travel &Lifestyle Magazine e Food Travel Verde Gusto.
Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino).
Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”.