Palazzo Maffei non finisce mai di stupire e invoglia a ritornare per quel susseguirsi di acquisizioni, installazioni, eventi. Negli ultimi mesi, il percorso museale è stato arricchito dalle opere di Dürer, Giolfino, Francesco Hayez, Felice Casorati, Boccioni, Osvaldo Licini, Paul Klee, Giulio Paolini, Mirko Basaldella e Anna Galtarossa, reperti egizi e la grande arte ceramica del Novecento con Melotti e Picasso. Ora è la volta de “IL SOGNO DEL MELOGRANO” di Felice Casorati, famosissimo dipinto del 1912, realizzato nel periodo veronese dell’artista. Presentato nel 1913 a Roma alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione, è stato esposto in pochissime altre occasioni, tra cui in una mostra nel 2022, dopo trent’anni dall’ultima apparizione. L’affascinante tela, visione onirica sospesa tra natura e mito, segna un passaggio fondamentale nella ricerca dell’artista, che di lì a poco si sarebbe aperto alla pittura simbolista: nella resa della giovane donna addormentata su un prato fiorito – forse la Persefone evocata nel “Fuoco” di D’Annunzio denso di suggestioni simboliste e pittoriche – evidente è l’influenza della pittura di Gustav Klimt, che in Italia irrompe alla Biennale di Venezia del 1910. “Sono diventato un visionario e un sognatore – scrive in una lettera del 1913 Casorati – e non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni: le notti stellate, gli esseri invisibili, gli spiriti puri, le allucinazioni… vorrei aver sempre la febbre alta e delirare!” Un capolavoro, “Il sogno del melograno” che contribuisce a mettere a fuoco un momento fondamentale nella cultura figurativa italiana e nel percorso artistico di Casorati, multifome e per certi versi enigmatico pittore, incisore, designer e scenografo, legato anche alla città scaligera.
Palazzo Maffei, affacciato su Piazza Erbe di Verona, ospita la splendida Collezione Carlon di oltre 750 opere, che rappresentano 4000 anni di pittura, scultura, arti applicate, archeologia, mobili antichi e pezzi iconici del Novecento. La “Sala Casorati” riunisce ora tre lavori del pittore. Oltre al Sogno comprende “Vaso con papaveri e margherite” (1913), coeva tempera su cartone ancora in bilico tra il decorativismo di matrice secessionista e l’estenuata eredità di temi e atmosfere simboliste e “Le piantine” del 1921, opera iconica del passaggio al Realismo Magico. La natura morta, con una testa di gesso che emerge da un fogliame cupo e metallico, mette in dialogo in maniera inedita pittura e scultura grazie all’uso di una luce “che par di scoprire per la prima volta” (Ciarlantini su “Il Popolo d’Italia”, 1921).


Visitare un museo migliora il benessere psicologico
A confermare il ruolo che i musei possono svolgere nel promuovere il benessere psicologico e nel migliorare le condizioni psichiche della popolazione generale, giungono i risultati del progetto MINERVA (Museo, Innovazione, Neuroscienze: Effetti Reattivi e reazioni psichiche al Valore Artistico) promosso lo scorso anno, insieme al Centro OMS per la ricerca in Salute Mentale dell’Università di Verona, dal museo di Palazzo Maffei. Lo studio – condotto tra maggio e novembre 2024 proprio a Palazzo Maffei – ha evidenziato miglioramenti significativi nel benessere psicologico dei partecipanti a un’iniziativa museale strutturata: è emersa una riduzione del disagio psicologico, dei sintomi depressivi e d’ansia, dimostrando che “la fruizione dell’arte all’interno dei musei può essere un approccio innovativo ed efficace per la promozione della salute mentale nella popolazione generale”.
“Lo studio – si conclude nel paper pubblicato – dimostra il potenziale delle istituzioni culturali come contesti per interventi di salute pubblica, evidenziando il valore dell’integrazione delle esperienze culturali nelle strategie di promozione della salute mentale.I musei offrono spazi unici per l’apprendimento, la riflessione e la connessione emotiva, che possono contribuire a migliorare la salute mentale in diverse popolazioni.”

Scritto da:

Claudia Farina

Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medioevali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Collabora con VeraClasse-Travel &Lifestyle Magazine e Food Travel Verde Gusto.
Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino).
Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”.