L’aroma del cioccolato profuma l’aria di Perugia ed è impresso nella memoria collettiva di un “Bacio”, emblema di storia italiana, intuizioni geniali e di una straordinaria imprenditrice: Luisa Spagnoli. La Perugina nasce nel 1907, in un’epoca di crescente industrializzazione che procede accanto alla tradizione artigianale. In una piccola bottega del centro storico di Perugia, quattro soci – tra cui Luisa Spagnoli – iniziano a trasformare il cacao in qualcosa di molto più pregnante di un dolce: il simbolo dell’amore, sparso nel mondo. A capo di tutto c’è Luisa Spagnoli, fondatrice della Perugina e geniale pioniera, in un’epoca in cui alle donne era generalmente preclusa ogni attività di comando e di prestigio fuori casa. Lei inventa, sperimenta, agisce fino alla fatidica confezione del Bacio Perugina – era il 1922 -, che nasce da un’idea semplice, al limite del banale, ma pratica e poetica allo stesso tempo: riutilizzare la granella di nocciole avanzata dalle lavorazioni per creare una piccola cupola di cioccolato fondente, arricchita con una nocciola intera e un ripieno morbido. Inizialmente il nome è piuttosto ruvido: “cazzotto”, per la sua forma. Ma è Giovanni Buitoni a intuire che quel cioccolatino merita un nome più dolce ed evocativo: bacio. Nasce così il Bacio Perugina, universalmente noto e regalato come segno d’amore. Al gusto intenso e raffinato si aggiunge l’idea geniale dei cartigli: piccoli messaggi d’amore avvolti nella stagnola argentata, ispirati – si dice – ai bigliettini che Luisa e Giovanni si scambiavano in segreto. Frasi brevi, poetiche, capaci di parlare al cuore di chiunque. Un cioccolatino che non si limita a essere mangiato, ma letto, regalato, ricordato. La fabbrica Perugina diventa presto un modello industriale all’avanguardia, ma anche un luogo attento alle persone. Luisa Spagnoli si distingue per la sua visione sociale: introduce servizi per i lavoratori, asili nido, attenzione al benessere femminile. Crede che l’impresa debba avere un’anima. Oggi la Perugina è un marchio globale (Nestlè), ma resta profondamente legata alle sue radici umbre.

oplus_16

Visitare la fabbrica, attraversare la Casa del Cioccolato, osservare i manifesti e le pubblicità di un secolo, assistere alla performance del maestro cioccolataio e gustare la gamma dei cioccolatini, significa ricordare che dietro ogni Bacio, all’origine c’è la mano e il pensiero di una donna che ha saputo trasformare un avanzo in un capolavoro.
A proposito di creatività gustosa, se cercate un locale dove ritemprarvi, non lontano dalla Perugina trovate a San Sisto “Da Andrea Pizza Contemporanea” (titolare Adrea Bava), dove l’autenticità si nutre di ciò che sta intorno, esce dalle rotte tracciate dalla comune pizza e in tavola canta di voce propria. Segue il ritmo delle stagioni con proposte allettanti, interpretate senza snaturamenti modaioli, che sorprendono gli occhi, il naso e il palato, tanto più se la pizza è accompagnata da vini del territorio.
Queste visite sono state due momenti del viaggio di fine anno di Italian Travel Press, l’Associazione di Giornalisti che gira l’Italia e il mondo per scoprire e raccontare luoghi, genti, culture vicine e lontane.

Scritto da:

Claudia Farina

Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medioevali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Collabora con VeraClasse-Travel &Lifestyle Magazine e Food Travel Verde Gusto.
Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino).
Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”.