Libri

Ex cathedra di Lino Cattabianchi

Stesso titolo “ex cathedra” per questo secondo, coinvolgente volume di Lino Cattabianchi, che raccoglie venticinque articoli pubblicati sul settimanale diocesano Verona Fedele nell’anno 2021. Un brand di successo, non si cambia; semmai si evolve da a.p.s. a Damolgraf Editore, con prefazioni di don Stefano Origano e Giorgio Maria Cambiè, postfazione di Claudio Bassi. Continuano le seduzioni letterarie in sequenze d’atmosfere, ma non più all’interno di una casa. Nel 2021 si sono riaperte stanze, case, speranze, progetti, menti, menti? Ma è durato poco, salvo per chi, riflettendo sulla concomitanza di pandemia, guerra, cambiamenti climatici, ha capito che “noi siamo” vale molto più del “io sono”. Nell’ambito del “noi siamo” empatico e cordiale, anche questo secondo volume porge uno sciame di citazioni, riferimenti, episodi, voci e idee di scrittori e personaggi – siano essi di fama internazionale o protagonisti di vita locale – che hanno impresso tracce profonde di cultura, sensibilità ed esperienza nella vita di Lino Cattabianchi e, di riflesso, evocano sensazioni simili nei lettori. Dai testi letti, dalle persone conosciute e stimate, dalle loro azioni assimilate, si può intuire la biografia dell’autore, che è stato docente per quarant’anni, appunto ex cathedra, assessore alla cultura nel suo comune di Pescantina, autore di saggi storici. Nel 2018, l’anno del pensionamento dalla scuola, il Presidente Mattarella lo ha nominato Cavaliere della Repubblica.
Con affresco lucido, documentato, di varia umanità dagli anni ’60 ad oggi, Cattabianchi dipana la storia degli ultimi decenni lungo un filo di parole, ragionamenti, incontri memorabili, flashback: cominci a leggere il primo suo intervento e non ti fermi più fino all’ultimo, come se volessi un gran finale del racconto, che c’è, sulle orme di Montale, Sant’Agostino e la madre Monica. All’inizio sta Umberto Saba, segue Giuseppe Ungaretti. Scrive: “I poeti camminano spesso su sentieri appartati, in cerca delle tracce della propria umanità. Ungaretti sceglie il percorso opposto: una totale immersione, che sarà poi anche di Saba, nella “calda vita di tutti” per esprimerne il valore. Una decisa marcia di avvicinamento della poesia e del suo linguaggio, questo sì senza retorica, alla ricerca di ciò che vi è di intimamente umano in ognuno di noi. Già: i poeti, che brutte creature”. Ci ricorda, Cattabianchi, personaggi della cultura quasi dimenticati come Lorenzo Montano-Danilo Lebrecht e tiene viva la memoria di quell’educazione religiosa di cui Padre Giovanni Semenzin “metà Fatima e metà Medjugorie” è stato protagonista. Chi coltiva la letteratura e il gusto per la scrittura, troverà illuminanti i capitoli “Parole da buttare nel 2021” e “Parole da salvaguardare nel 2021”: un inventario di frasi banali, scontate, di cui fare volentieri a meno e, di contro, un florilegio di parole-pensiero come ascolto, dialogo, comunità, umiltà, che “ci spianerà la via ad un recupero urgente, questo sì inderogabile, dello spirito di comunità adombrato dalla Costituzione nella parte iniziale, dove si condensa il senso del nostro vivere civile”.

Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Pubblica reportage in www.viaggivacanze.info, dove cura la rubrica mensile del vino “Cantine e vigneti”. Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa(Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione assaggiatori di vino). Gli ultimi libri sono: Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna; La svolta nei racconti di dieci donne; Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena.

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