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“Evoluzioni”di Fabrizia Vallo

“Evoluzioni” di Fabrizia Vallo

Sorprendente, originale, ispirato. “Evoluzioni” è il libro della fotografa Fabrizia Vallo, una connessione altamente espressiva tra effetti visivi dei corpi danzanti, ritratti nell’eleganza del bianco e nero fino alle immagini finali in negativo, ovvero il ritorno là dove tutto è iniziato. I corpi in movimento con il loro poliedrico linguaggio appartengono a ballerine e ballerini della scuola di danza “Master Accademy” fotografati nell’evento di danza “Big Bang Championship”. La lunga passione dell’autrice per la fotografia, l’affinamento delle tecniche e delle pratiche sono sfociate in questo libro che sottolinea, da una parte, un notevole percorso artistico e, dall’altra, l’evoluzione personale di Fabrizia Vallo, attraverso la contaminazione profonda tra arte e ricerca sapienziale fino a sfiorare la matrice del cosmo e dell’oltrecosmo. Una prova ulteriore che la messa in pratica dei propri talenti è una via maestra per realizzare scopi vitali. Il visibile dei corpi in movimento – informazione immediata del linguaggio del corpo – fa da specchio all’invisibile nel senso del non conosciuto ma esistente e pregnante come la simbologia che tutto permea e spiega. Proprio la simbologia rappresentata nel libro parte da un’affascinante immagine dorata, il cubo grezzo, come grezza, primitiva può essere la percezione del mondo, che in stadi successivi si affina ed evolve attraverso introspezioni, incontri e svelamenti. Fatale è stato per l’artista l’incontro con Michele Proclamato; le pagine in cui sono raffigurati i simboli della geometria rivelano il suo percorso in ogni direzione. All’immagine del cubo grezzo segue, inframezzata dalle foto, quella della squadra e del compasso, comunemente conosciuta come simbolo della Massoneria ma, in secoli lontani, è stato adottato da Les Compagnons du Devoir, che in Francia costruirono le architetture più importanti, conservando e trasmettendo, di edificio in edificio, dalle basiliche alla Torre Eiffel,   le antiche conoscenze dei costruttori del Tempio di Salomone. La comprensione di simboli e geometrie, che risalgono alle civiltà più antiche, confluisce nell’alveo di gnosi e consapevolezza che anima l’evoluzione di chi sa vedere e sentire oltre l’immediatezza, come mostra Fabrizia Vallo nel suo libro, da sfogliare e risfogliare, aprire in qualsiasi pagina, osservare con attenzione. Alla fine appare la sfera, che tutto contiene, e l’ipercubo fino alla legge suprema dell’Ottava, a cui Fabrizia ci conduce attraverso la raffinata, dinamica bellezza delle sue fotografie.

Sono nata a due chilometri dal Garda e il lungolago di Peschiera è stata la mia long beach, “esotica” e invitante come appariva agli adolescenti di fine anni ’60. Alla scuola elementare decisi di fare la maestra e così fu; alla media la professoressa di lettere, così non fu ma ebbi l’abilitazione per la cattedra; alle superiori la giornalista, e così è stato, nella seconda vita professionale. Quanto mi è piaciuto insegnare a leggere e scrivere ai bambini, sentivo il privilegio di dare loro gli strumenti per comprendere il mondo. Erano gli anni ’70, densi di progetti, aspettative, azioni dirompenti rispetto alla cultura precedente, perciò decisi di mettermi al timone della nave diventando dirigente scolastica e in questa veste ho partecipato all’avventura didattica “La favola del lago”, divenuta libro nel 1985.

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